Fitofagi e vite: tra minacce e soluzioni sostenibili

In viticoltura, gli artropodi (insetti e acari) possono avere ruoli molto diversi: alcuni contribuiscono agli equilibri dell’agroecosistema, altri provocano danni significativi alle colture. Un problema crescente è rappresentato dalle specie aliene invasive, organismi originari di altri continenti che, introdotti in nuovi ambienti, si diffondono rapidamente in assenza dei loro nemici naturali.

Al Dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova, gli entomologi agrari studiano da anni questi organismi, con particolare attenzione al contesto viticolo.

Principali insetti dannosi della vite

Cicalina della Flavescenza dorata (Scaphoideus titanus)

Originaria del Nord America, si è ormai diffusa nei vigneti europei. Trasmette l’agente patogeno responsabile della Flavescenza dorata, una malattia grave che porta al deperimento della vite, riduzione delle rese e, nei casi peggiori, alla morte della pianta.

Erasmoneura vulnerata

Anch’essa di origine americana, è in grado di danneggiare seriamente la chioma della vite, riducendo la fotosintesi e, di conseguenza, la qualità dell’uva.

Tignoletta (Lobesia botrana) e tignola (Eupoecilia ambiguella)

Lepidotteri i cui bruchi attaccano i grappoli in diverse fasi di sviluppo, causando perdite produttive e qualitative.

Cicaline come Empoasca vitis

Pungendo le nervature fogliari, alterano la fisiologia della foglia, che mostra arrossamenti o ingiallimenti, soprattutto ai margini. Altre specie possono ridurre il grado zuccherino dell’uva.

Cocciniglie (es. Planococcus ficus)

Sottraggono linfa alle piante e producono melata, substrato su cui si sviluppano fumaggini che ostacolano la fotosintesi e compromettono la qualità dei grappoli. Alcune specie trasmettono anche virus.

Ragnetti (es. Panonychus ulmi e Eotetranychus carpini)

Attaccano le foglie alterandone fotosintesi e traspirazione, con ricadute negative sul contenuto zuccherino dell’uva.

Obiettivi delle ricerche

Gli studi degli entomologi agrari del DAFNAE mirano a:

La ricerca affronta sia gli aspetti fondamentali (biologia ed ecologia dei fitofagi e dei loro antagonisti) sia quelli applicativi, come:

Metodi di studio

La ricerca si svolge su più livelli:

Particolare attenzione è dedicata agli acari predatori fitoseidi, alleati naturali nella difesa della vite. Le ricerche analizzano gli effetti collaterali di insetticidi e fungicidi e promuovono pratiche di gestione dell’agroecosistema (ad esempio la gestione del cotico erboso) per favorire la loro conservazione.

Linee di ricerca in corso

Erasmoneura vulnerata

Introdotta in Europa nel 2004, sta destando crescente preoccupazione in Veneto. Gli studi mirano a ricostruirne il ciclo biologico, il numero di generazioni annuali, le modalità di svernamento e l’interazione con i nemici naturali, oltre a individuare strategie di controllo sostenibili.

Scaphoideus titanus

Principale vettore della Flavescenza dorata, rappresenta oggi la più grave minaccia fitosanitaria per la viticoltura del Nord Italia. Il controllo chimico, ad oggi lo strumento principale, risulta sempre meno sostenibile a causa:

Impatti e collaborazioni

Le ricerche del DAFNAE contribuiscono a:
I risultati vengono diffusi attraverso: